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venerdì 8 novembre 2013

Martucci Libera

Il Consiglio della Regione Puglia, il 15 ottobre, ha approvato il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani ma non ha voluto stralciare dal Piano il sito di contrada Martucci, tra Conversano e Mola, dove da circa 30 anni sono presenti discariche più o meno controllate.
Lo stralcio di contrada Martucci viene richiesto con forza dai cittadini di Mola, Conversano e Polignano anche in relazione alle indagini disposte dalla magistratura che hanno portato (finora) al sequestro di decine di ettari e in particolare: 1) della discarica di servizio e soccorso dell’impianto complesso per il trattamento di rifiuti con produzione di CDR; 2)  di due discariche esaurite esercitate fino al 1996 e al 2011; 3) di un vigneto sotto il quale sono stati rinvenuti rifiuti di ogni genere; 4) di tre pozzi inquinati da ferro, manganese e piombo.
L’ipotesi di reato più grave su cui indaga la Procura della Repubblica di Bari è il DISASTRO AMBIENTALE.
Nello stesso Consiglio regionale del 15 ottobre è stato approvato all’unanimità un emendamento secondo il quale “Qualora l’Autorità competente dovesse ritenere il sussistere di (…) danno ambientale, tutta l’attività dovrà essere orientata a favorire l’applicazione delle norme di precauzione e prevenzione di cui agli artt. 240 e seguenti del d.lgs 152/2006 (…) provvedendo allo stralcio dell’impianto così come individuato dal presente Piano”. 
Vi sembra possibile applicare norme di precauzione e prevenzione dopo che è stato accertato un DISASTRO AMBIENTALE?


Di seguito riportiamo alcuni stralci tratti dalla lettera che abbiamo inviato al Prefetto di Bari il 18 settembre scorso.
Secondo il D.Lgs. 152/2006 è compito del Ministero  dell’Ambiente, in caso di danno ambientale, imporre ai soggetti responsabili l’adozione di misure preventive e di sostituirsi loro nell’adottarle; perché la Regione Puglia non interviene in questo senso invece di fare i salti mortali pur  di riattivare la discarica di servizio/soccorso?
In caso di danno ambientale verificatosi, il Ministero dell’Ambiente
1 deve imporre ai soggetti responsabili l’adozione di misure di ripristino e di sostituirsi loro nell’adottarle; perché i Comuni di Mola e Conversano, nonché la Regione Puglia non stanno operando in questa direzione?
Sempre secondo il D.Lgs. 152/2006, Regioni, Enti locali, persone fisiche e giuridiche e associazioni ambientaliste, se colpite (o minacciate) da un danno ambientale, possono chiedere l’intervento statale a mezzo di denuncia da presentare al Ministero dell’Ambiente tramite le Prefetture; e possono agire per l’annullamento degli atti amministrativi ritenuti illegittimi e per il risarcimento del danno ambientale subito a causa del ritardo nell’attivazione delle misure di precauzione, di prevenzione o di contenimento del danno stesso.


Per tutte queste ragioni, continuiamo a chiedere con forza di far cessare tutte le attività di trattamento dei rifiuti in Contrada Martucci e di STRALCIARE CONTRADA MARTUCCI DAL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI.



Comitato “Riprendiamoci il futuro”
Circolo Legambiente Mola di Bari “I Capodieci dalla campagna al mare”
____________
1 Lo stesso Ministero dell’Ambiente si è recentemente dichiarato disponibile a costituirsi parte civile nel processo su Martucci, anche a seguito di interrogazioni parlamentari.


martedì 12 marzo 2013

L'ETERNA EMERGENZA RIFIUTI - comunicato

L'ETERNA EMERGENZA RIFIUTI

Il Comitato “Riprendiamoci il Futuro”
 coglie l’invito dell’Assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro per fare corretta informazione.

L’emergenza rifiuti c’è, solo che da Conversano (c.da Martucci) si è spostata a Brindisi (c.da Autigno), dove arrivano adesso i rifiuti prodotti nell’ex ATO Bari 5. 

Per questo non possiamo considerare l’emergenza solo un rischio “paventato”.

Non ci sentiamo affatto tranquillizzati dalle dichiarazioni dell’Assessore regionale che afferma che “nella nostra Regione le poche ‘emergenze’ registrate in passato sono nate sempre da questioni di ordine esclusivamente ‘finanziario’, a riprova che le soluzioni impiantistiche esistenti sul territorio regionale consentono la corretta chiusura del ciclo dei rifiuti”. 

NON è IL NOSTRO CASO: la Procura di Bari sta indagando sull’area di C.da Martucci (luogo delle discariche da 30 anni e delle impianto di produzione di CDR dal 2011) e finora ha portato alla luce rifiuti interrati illegalmente all’esterno delle discariche, sotto tendoni di uva da tavola, e indaga sul sospetto che la nuova discarica di sevizio-soccorso sia stata realizzata senza rispettare le norme di sicurezza.

La stessa Procura ora sta verificando se le acque di falda sono state inquinate.

Oltre tutto questo, ci preoccupa la possibilità che la nuova discarica (sotto sequestro giudiziario) abbia ricevuto più rifiuti di quelli previsti, nonostante sia stata realizzata per durare 15 anni e per ricevere 650mila metri cubi di rifiuti (o 700mila o 750mila…?). 
Siamo portati a pensare che i controlli degli organi tecnici previsti dalla legge sulle aree di discarica non siano stati fatti in modo corretto.

Inoltre, perché devono essere i cittadini a pagare il trasporto dei rifiuti da Conversano a Brindisi (con mezzi della stessa Progetto Gestione Bacino Bari Cinque s.r.l.?), se il sequestro è legato ad indagini della magistratura per una possibile inadempienza dell’azienda che ha realizzato l’impianto? 
Se il disservizio è provocato dai comportamenti dell’azienda che ha realizzato e gestisce l’impianto di Martucci, perché non è proprio l’azienda a farsi carico dei maggiori costi di trasporto dei rifiuti?

Allora, Assessore Nicastro, la verità è che i disagi sono appena iniziati e difficilmente si risolveranno. 

Facciamo notare all’Asserssore Nicastro che la chiusura del ciclo dei rifiuti non si realizza con le buone intenzioni ma con i fatti. 

Ad oggi nell’ex ATO Bari 5 l’impianto di compostaggio non c’è e il 40-50% dei rifiuti (l’organico) dei Comuni che non fanno la raccolta differenziata spinta finisce in discarica. E per essere ancora più chiari, siamo sommersi dai rifiuti da inviare alla produzione di CDR e agli inceneritori (anche fuori regione), e l’Assessore dice che il ciclo è chiuso.

Ma di quale regione parla l’Assessore Nicastro?

E il piano regionale dei rifiuti, che doveva essere presentato ad ottobre 2012 che fine ha fatto? 

E l’osservatorio regionale dei rifiuti si è mai riunito? 

E i centri per la raccolta dei materiali provenienti da raccolta differenziata che fine hanno fatto?

E il conflitto di interessi di chi gestisce la raccolta, il trasporto, lo smaltimento e il recupero energetico dei rifiuti?

E Vendola queste cose le sa o fa finta di non vederle?


COMUNICATO STAMPA n°5/2013 
Conversano, 12/03/2013




venerdì 13 aprile 2012

Documento per il consiglio Comunale - 12 Aprile 2012

Il Comitato Riprendiamoci Il Futuro

CHIEDE

al Consiglio Comunale di Conversano


- Sopralluoghi e monitoraggi EFFETTIVI, PUNTUALI, DOCUMENTABILI delle aree segnalate  e limitrofi c.da Martucci

- Bonifica dei siti che si andranno ad individuare nel territorio conversanese

- Rispetto di tutte le prescrizioni AIA nella gestione di post-chiusura del III lotto della discarica Lombardi, in particolare:
Analisi dei pozzi spia*
Conoscere i risultati delle analisi fatte dall'Arpa circa la composizione dei rifiuti stoccati nelle zone recentemente individuate.  L’eventuale inquinamento della falda acquifera viene evidenziato dalle analisi di questi indicatori che dovrebbero essere controllati periodicamente. E’ fondamentale conoscere il potenziale rischio nell'uso delle acque sotterranee a valle (comune di Mola) utilizzate, tra l’altro, per gli ortivi, il cui ciclo di vendita distribuzione e consumo si chiude anche sulle tavole dei conversanesi.

-collaborazione delle Amm.ni Comunali di Mola e Conversano con le autorità giudiziaria

-la comunicazione e pubblicizzazione dei dati monitorati alla cittadinanza


Purtroppo già un anno fa il Comitato Riprendiamoci il futuro
denunciava:

-il biogas fuoriesce copioso in un'area esterna alla discarica, in corrispondenza di un dislivello non "naturale" del terreno sul quale sono stati ammucchiati enormi sassi e altri materiali di risulta;
-piante morte in un tendone di vite adiacente al terzo lotto della discarica o in evidente stato di sofferenza, che interessano un’area dove si avverte la presenza di biogas;
-movimentazione di terreno in aree adiacenti al terzo lotto della discarica;
-presenza di rifiuti in ogni dove;
-assenza di alberature perimetrali alla discarica;
-interruzioni lungo la recinzione perimetrale delle discariche;
-presenza di batteri fecali in tre di quattro pozzi spia, utilizzati per irrigazione agricola, in analisi effettuate dall’ARPA Puglia, di cui ad oggi, ancora, non si conosce né la causa, né l’effettiva nocività per la salute umana, né, per quanto ci consta, se siano stati disposti ulteriori accertamenti, pur avendo chiesto notizie su queste analisi diverse volte;
-non effettuazione dei prelievi in un quinto pozzo spia* in passato risultato inquinato da nitrati, per un non meglio specificato guasto della pompa.


Ricordiamo, inoltre, che nel tempo, poco è stato fatto per la salvaguardia concreta del territorio, da questa e altre amministrazioni passate, lo testimonia il fatto increscioso che ha reso tristemente famoso un ex-dipendente dell’azienda Lombardi. Solo lui, infatti, ha fatto emergere una insana verità sui rifiuti nei nostri territori.

Chiediamo, dunque, impegno e una volontà politica decisa riguardo i controlli da effettuare.

Recentemente il Procuratore della Repubblica di Bari, Dott. Laudati ha detto che "per battere il crimine organizzato occorre 'legalità organizzata', attraverso la sinergia fra cittadini, istituzioni, forze dell'ordine e mondo dell'informazione”. Attiviamo questo processo virtuoso, perché "I reati ambientali – chiude il Dott. Laudati -  vanno fermati … perché il danno che producono è molto spesso irreparabile".


Il Comitato Riprendiamoci Il Futuro  RICORDA A TUTTI



che riguardo la questione della gestione del ciclo dei rifiuti in Puglia sono molte le incongruenze.

Infatti, in questo momento, sono in discussione gli equilibri generali del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, nel quale sappiamo essere esclusa la strategia dei Rifiuti Zero.

Inoltre, questa generale confusione non aiuta la nostra attuale situazione di emergenza contingente, né tanto meno l’assetto generale della situazione dell’impianto complesso di produzione di CDR, che ospitiamo, tra le varie discariche chiuse, in c.da Martucci.

CHIEDIAMO TRASPARENZA

a tutte le istituzioni: Regione Puglia, Provincia di Bari, Comuni, ASL, ARPA che trasversalmente hanno la responsabilità di conoscere,  indagare, controllare il nostro territorio.

Riteniamo incredibilmente penoso che il gesto di un cittadino (ex dipendente della ditta Lombardi) possa essere l’unico motivo di mobilitazione cittadina, l’unico motivo di interesse politico.

CHIEDIAMO CHIAREZZA

Su quello che avviene nell'impianto complesso: la metà della discarica di servizio soccorso è quasi piena, la stessa dovrebbe durare 15 anni, come da contratto, come si spiega?

Vogliamo conoscere la destinazione del CDR, i flussi e le qualità dei materiali in entrata e in uscita dall’impianto di Conversano.

Vogliamo sapere che fine farà il centro di raccolta del materiale proveniente da raccolta differenziata (interno allo stesso impianto) e per quale motivo è ancora chiuso.

Vogliamo capire come mai l’iter per la firma del contratto per la gestione dell’impianto di produzione di CDR in c.da Martucci, gestito dalla Progetto Ambiente (Lombardi è anche in questa società) è FERMO DA MESI.

Vogliamo sapere quando e come ci verrà pagato il ristoro dell’anno appena passato nell’oblio di tutti.

Vogliamo mettere TUTTA la cittadinanza a conoscenza delle enormi ingiustizie perpetrate contro di loro, contro il territorio in questi anni.

Perché anche l’inerzia è un’ingiustizia. Dolosa.

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TESTO DELIBERA


DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE
GIOVEDI’ 12 APRILE 2012

Premesso che
-          pochi giorni orsono, nel territorio di Mola di Bari, in Contrada San Vincenzo, sono stati portati alla luce alcuni rifiuti interrati, a seguito di tale evento il sito interessato dalla scoperta è stato sottoposto a sequestro dall’Autorità Giudiziaria che ha disposto i dovuti accertamenti finalizzati alla campionatura dei rifiuti rinvenuti;

Considerate

 le legittime preoccupazioni dei cittadini sulla natura dei rifiuti rinvenuti sull’area sottoposta  a sequestro;

Il Consiglio Comunale di Conversano, riconosciuto il diritto dei cittadini a conoscere la verità in ordine all’esistenza o meno di situazioni di illecito ambientale nei  pressi di C.da Martucci;

DELIBERA


1)      Di dare  mandato al Sindaco e alla Giunta Comunale di costituirsi parte civile, se dovessero essere accertati fatti penalmente rilevanti legati ad attività di discarica di rifiuti stoccati e interrati senza alcuna autorizzazione e senza prescrizioni nel territorio del Comune di Conversano;

2)      Di impegnare l’Amministrazione Comunale a continuare a monitorare con la massima attenzione l’evolversi dei fatti descritti in premessa e di garantire il diritto dei cittadini di Conversano di conoscere tutta la verità riguardo a condizioni di illecito ambientale;

3)      Di demandare all’Amministrazione Comunale, tramite l’Area politiche Ambientali, l’individuazione degli strumenti idonei e dei relativi costi per un puntuale monitoraggio del territorio comunale;

4)      Di impegnare l’Amministrazione Comunale a richiedere presso gli uffici competenti della Provincia di Bari l’adozione del previsto Piano di gestione post chiusura della discarica e ad effettuare, con i sistemi tecnici più idonei, i controlli di legge.

5)      Di dare mandato al Sindaco e alla Giunta Comunale di richiedere ufficialmente agli organi preposti e ad eventuali tecnici consulenti di individuare ulteriori pozzi spia per la verifica dei livelli di inquinamento delle falde dato che gli attuali servono esclusivamente al sito degli impianti della discarica in attività e di attivare un sistema di rilevazione dei livelli di radioattività del territorio comunale;

6)      Di proporre la costituzione di un organismo intercomunale Conversano-Mola che si occupi di controllare e monitorare le questioni legate all’ambiente ed alla discarica Martucci attraverso le competenti commissioni consiliari dei rispettivi comuni, integrate dagli organi competenti con la presenza degli assessori al settore e con l’impegno di questi ultimi a tenere costantemente informati i rispettivi Consigli Comunali. Le commissioni consiliari si potranno avvalere delle rappresentanze delle forme associative e di tecnici del settore;
7)      Di interessare il Noe ad una puntuale verifica delle zone circostanti la discarica Martucci;

8)       Di inviare il presente documento a:
Procuratore Capo della Repubblica di Bari; Commissario Delegato per l’emergenza Ambientale della Regione Puglia; Assessore alle Politiche Ambientali della regione Puglia; Presidente della Provincia di Bari;
Assessore all’ambiente della Provincia di Bari; Presidente ATO Ba 5; Presidente ARPA; Direttore Generale della ASL Bari.




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FILE DELIBERA




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venerdì 30 marzo 2012

Rifiuti abusivi in contrada Martucci

Il video parla chiaro: rifiuti seppelliti abusivamente in contrada Martucci.


E' stato necessario il gesto eclatante di un uomo esasperato perché si evidenziasse pubblicamente quello che per anni si è detto riguardo i territori limitrofi a contrada Martucci (Pozzovivo), martoriati da trent'anni di rifiuti.


Oggi guardiamo con i nostri occhi quello che si è sempre mormorato, presunto, denunciato...
Cosa faranno le istituzioni? E la politica di tutti i colori? 


qui Le dichiarazioni del Direttore dell'Area Ambiente di Conversano, Francesco Longo.




Aggiornamento stampa:
29 marzo 
rutiglianowebblitzquotidiano

30 Marzo
L'azienda Lombardi tenta di difendersi dalle accuse sulla Gazzetta del Mezzogiorno.
le dichiarazioni di Pietro Santamaria, ex assessore del Comune di Mola su Goconversano.


31 Marzo
conversanoweb

martedì 16 agosto 2011

MANIFESTAZIONE contro L’OBBLIGO A PRODURRE RIFIUTI

MANIFESTAZIONE contro L’OBBLIGO A PRODURRE RIFIUTI (INDIFFERENZIATI)
Il Comitato Riprendiamoci il Futuro convoca una manifestazione contro l’obbligo per i cittadini di produrre continuamente rifiuti indifferenziati.

DICIAMO
NO ALL’ENNESIMA BEFFA

SÌ ALLA PREVENZIONE e RIDUZIONE DEI RIFIUTI
SÌ ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA

Un anno fa abbiamo manifestato contro il sopralzo della vecchia discarica della Lombardi Ecologia. Oggi come allora chiediamo di attivare la raccolta differenziata, che riduce il costo di gestione dei rifiuti e migliora la qualità della vita.

Il contratto che Nichi Vendola sta per firmare per la gestione ordinaria dell’impianto CDR (combustibile da rifiuti) di Conversano OBBLIGA i 21 comuni dell’ATO BA-5 a consegnare la stessa quantità di rifiuti indifferenziati oggi prodotta per i prossimi 15 anni all’impianto Lombardi Ecologia-COGEAM al costo di 125 euro a tonnellata (più IVA ed Ecotassa).
Tale obbligo è ingiusto perché:
• la tariffa di conferimento è tra le più alte in Italia;

scoraggia la raccolta differenziata:
meno immondizia INDIFFERENZIATA tratterà l’impianto,
più alta sarà la tariffa di conferimento;

• provoca un significativo innalzamento della tassa comunale per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU);

• non tiene conto dell’attuale normativa in materia di rifiuti,
ovvero di riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero;
 ci si accanisce sul territorio di contrada Martucci
dove abbiamo anche: altre discariche chiuse (nelle cui vicinanze fuoriesce ancora del biogas), un’impianto per la produzione di CDR, nonché di una discarica di ‘servizio/soccorso’;

• continua a escludere i cittadini nelle scelte che li riguardano;

• continua non premiare i cittadini e i comuni virtuosi
che adottano la raccolta differenziata porta a porta.
 
link alla notizia> eco dalle città


https://picasaweb.google.com/105864199216494678299/Sensibilizzazione#5641534999331693842


mercoledì 3 agosto 2011

COSTRETTI a produrre RIFIUTI (470 t./giorno) per fare il CDR

[comunicato stampa]
Il Commissario Delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Puglia, Nichi Vendola, sta per firmare il contratto per la gestione ordinaria dell’impianto complesso che produce Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR) in contrada Martucci.

Purtroppo, il contratto conterrà, ancora una volta, la clausola che OBBLIGA i comuni del Bacino Bari 5 a conferire 470 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati per i prossimi 15 anni.

Questa clausola è una iattura, in quanto indica una quantità di rifiuti pari all’attuale produzione giornaliera di rifiuti indifferenziati dei 21 comuni dell’ATO Bari 5 (fermi ancora, purtroppo, sotto il 20% di raccolta differenziata) e mortifica la prevenzione della produzione di rifiuti e il recupero di materia dai rifiuti, principi cardine della legislazione europea e nazionale.

Se gli ATO e/o i Comuni aumentassero la raccolta differenziata i cittadini pagherebbero meno tasse (TARSU) e la qualità dell’am
biente migliorerebbe: recuperare i rifiuti costa meno che bruciarli e, soprattutto, non inquina. Il contratto che si appresta a firmare Vendola contiene garanzie solo per una parte: il gruppo d’imprese Lombardi Ecologia e CO.GE.AM..

Firmando il contratto, Vendola si assume anche la responsabilità delle conseguenze culturali, sociali, ambientali, politiche ed economiche di tale scelta scellerata. E come se non bastasse, non è stato ancora attivato il centro per la raccolta differenziata, realizzato da oltre 10 anni in contrada Martucci, che potrebbe contribuire a rendere più efficace la raccolta differenziata.

Il Comitato RIF esprime il proprio sdegno, poiché nonostante le reiterate e chiare segnalazioni più volte fatte pervenire agli organismi politici e amministrativi della Regione, nulla è stato fatto per evitare di arrivare a questo punto.

venerdì 18 febbraio 2011

SEQUESTRO DISCARICA LOMBARDI A CONVERSANO

I NOE dei Carabinieri ieri (16 Febbraio 2011) hanno messo sotto sequestro la discarica Lombardi.
Sappiamo che fino a questa mattina vi era la possibilità di sversamento di rifiuti fino al riempimento della cella di biostabilizzazione, riempimento già avvenuto in prima mattinata.
Inoltre sappiamo che i Comuni che hanno effettuato la quotidiana raccolta, come ad esempio Alberobello, hanno trasportato i loro rifiuti verso la Discarica Lombardi inutlmente, dovendo, così, tornare 'amaramente' indietro.
Quindi La DISCARICA è chiusa poichè sequestrata.
Il motivo non sembra essere quello della questione ambientale, bensì quelo della validità dell'ordinanza provinciale. Ma quest'ultimo particolare sarebbe da confermare. 
Quindi, signore e signori 'miei', nei 21 Comuni ATO BA/5 DA DOMANI C'è EMERGENZA RIFIUTI!!

Adesso come si muoverà l'ASSE DELL
A POLITICA Regione, Provincia, Comune?

lunedì 14 febbraio 2011

La discarica non chiude nemmeno a fine Febbraio. Perchè?

La discarica non chiude neanche a fine febbraio, come dall’ultima promessa di Nichi Vendola. Forse chiuderà a marzo. Forse. Incredibilmente, le volumetrie autorizzate dal presidente della Provincia, l’oncologo Francesco Schittulli, con il sopralzo di cinquanta centimetri, sembra che saranno disponibili addirittura fino al 20 marzo. Lo denuncia Legambiente Mola, che è venuta a conoscenza di uno scambio di lettere tra gli uffici della Provincia di Bari (che interpellati hanno cucito le bocche) e la Lombardi Ecologia.
Un’ennesima presa in giro istituzionale nei confronti dei cittadini delle comunità di Mola e Conversano, che in questi mesi hanno chiaramente espresso la volontà di chiudere la discarica sia scendendo in piazza lo scorso 19 agosto a Conversano, all’indomani proprio dell’ordinanza n. 1 del 6/08/2010 del Presidente della Provincia Schittulli, che autorizzava in modo “contingibile e urgente” il sopralzo di cinquanta centimetri, sia attraverso i comitati, che in questi mesi si sono attivati per portare democraticamente la richiesta di chiusura in tutte le sedi istituzionali. Ma l’ipocrisia istituzionale è stata, fino a questo momento, più forte dei processi democratici. Perché non c’è stato un processo trasparente di determinazione e comunicazione delle date di esaurimento dei volumi? Perché l’assessore regionale Lorenzo Nicastro e il dirigente del settore ambiente della Regione Puglia Antonello Antonicelli, avevano dichiarato pubblicamente nell’incontro con il Comitato Chiudiamo la discarica Martucci e il Comitato Riprendiamoci il futuro che la discarica sarebbe stata chiusa entro il 28 febbraio 2011? Dove sono i risultati delle analisi che l’assessore Barchetti aveva promesso di fornire nel giro di una decina di giorni, abbondantemente trascorsi? Perché non li si rendono noti?

Vediamo di capire cosa è successo tra le complicate maglie dei provvedimenti burocratici. Le dichiarazioni dell’assessore Nicastro e del dirigente della Regione Puglia Antonicelli del 28 dicembre si basavano sull’ordinanza del commissario delegato, Nichi Vendola, n. 95 del 24/12/2010, che riportava una nota della Lombardi Ecologia del 15/11/2010, in cui, a sua volta, si affermava di avere ancora a disposizione fino a tutto febbraio le volumetrie autorizzate dal Presidente della Provincia Schittulli (il famoso “sopralzo” di cinquanta centimetri, al di sopra degli allora circa otto metri sul piano di campagna). Questo provvedimento, che già era una forzatura nei confronti delle comunità, era l’ordinanza n. 1 del 06/08/2010 e aveva una validità massima di 180 giorni, per cui la sua scadenza massima, e con essa la scadenza di utilizzo della discarica, sarebbe dovuta essere il 7 febbraio 2011. Questa ordinanza d’urgenza era stata fatta in quanto la Lombardi Ecologia in una lettera di luglio 2010 aveva reso noto che i volumi autorizzati a dicembre 2009 con l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) si sarebbero esauriti il 9 agosto 2010. Ora, Legambiente Mola è venuta a conoscenza del fatto che soltanto adesso, dopo oltre sei mesi, si è saputo che i volumi autorizzati attraverso l’AIA, secondo una lettera della Lombardi Ecologia si sarebbero esauriti il 20 settembre e non il 9 agosto, per cui la validità dell’ordinanza d’“urgenza” di Schittulli è stata fatta “partire” dal 20 settembre, e non dal 7 agosto; ed è per questo che la nuova data di scadenza dell’ordinanza e di chiusura della discarica sarebbe fissata per il 20 marzo.

Ma l’articolo 191 del decreto legislativo 152/2006 che regolamenta le “ordinanze contingibili e urgenti” dice chiaramente che esse “hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi” dal giorno in cui vengono adottate e che esse non possono essere più di due. Delle due l’una: o non c’era l’urgenza in quel momento (visto che le volumetrie non si esaurivano il 9 agosto, bensì il 20 settembre) e quindi quel provvedimento non poteva essere adottato, o se c’era l’urgenza, l’ordinanza datata 6 agosto 2010 non può cambiare data!

Intanto, ugualmente, l’avviamento dell’impianto complesso in contrada Martucci non sembra essere tanto imminente: l’ATO BA/5, Ambito Territoriale Ottimale di cui Mola e Conversano fanno parte, ha programmato per il 14 e il 16 febbraio gli incontri in cui discutere, rispettivamente, del ristoro ambientale e della tariffa per la gestione provvisoria dell’impianto complesso. Però le vasche della discarica di servizio/soccorso funzionali all’impianto complesso sono ancora invase da acqua ed erbacce. Inoltre, il 16 marzo la Regione dovrebbe celebrare l’assegnazione dell’appalto di 35 milioni di euro al netto dell’IVA per affidare per quindici anni la gestione dell’impianto complesso con l’apertura delle offerte e l’individuazione di quella che propone il prezzo più basso.

Non è accettabile che un tale scambio di lettere, relativo alla durata dell’esercizio di una discarica, di forte rilevanza per delle comunità in stato di mobilitazione, preoccupate per la loro salute, sia stato tenuto riservato; non è accettabile che si cambino date e scadenze in questo modo su questioni di rilevanza pubblica; non è accettabile che i risultati delle analisi dei pozzi di monitoraggio della discarica Martucci finora richieste non siano stati ancora forniti.

Lucia Diomede
(articolo pubblicato su un settimanale locale il 12/02/2011)

domenica 13 febbraio 2011

Raccolta dell'umido e azioni politiche a Conversano

Nella area mercatale dell'ortofrutta di Conversano non è sempre facile  far capire a tutti gli esercenti che la raccolta dell'umido comprende SOLO ed esclusivamente gli avanzi della frutta e verdura. Non è facile ma si può fare. Ci spiace constatare che il CONTROLLO è l'unico vero deterrente perchè si ottenga una raccolta dell'umido corretta (considerato appetibile dalla TERSAN).

Noi del comitato stiamo cercando quanto più possibile di essere presenti al mercato del venerdì, spiegando e ascoltando le richieste degli stessi esercenti, comprendendone le difficoltà e le esigenze. 
In realtà siamo consapevoli del fatto che tale ruolo è di competenza degli organi preposti al controllo. Il Comune dovrebbe disporre più risorse al controllo durante TUTTO l'arco della giornata mercatale.
La sensibilizzazione e il controllo devono andare di pari passo, per ascoltare, comprendere e risolvere delle questioni di natura assolutamente pratica. Nient'altro si chiede in questa fase del lavoro. Almeno fino a quando non si impronterà una politica trasparente e partecipata riguardo questioni ancora scottanti e ben più complicate della modalità di raccolta dell'UMIDO.
Tali questioni riguardano APPALTI e GARE da affidare ad aziende davvero meritevoli.
Quali sono i criteri di merito?
Certamente non è possibile concepire che le aziende vincano appalti da milioni di euro, che durano decenni talvolta, seguendo la logica del prezzo più basso.

Una società meritocratica non aspira a questo.